Category: Archivio storico

Più rispetto del codice della strada – e più controlli…

Pubblichiamo l’interpellanza, presentata in consiglio comunale  sabato 26 novembre 2011, con la quale il gruppo “per quarto” chiede conto al Sindaco delle quotidiane infrazioni al codice della strada da parte degli automobilisti altinati e non, e della mancanza di un adeguato controllo da parte degli organi competenti.

Ci attendiamo una risposta, prima ancora che “formale”, concreta, cioè sul campo.

Nel frattempo chi fosse al corrente di situazioni similari o volesse dare il proprio contributo o la propria testimonianza, lasci un commento alla fine dell’articolo.

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Via Roma e la “terza corsia”

Fotosimulazione del nuovo ponte autostradale sul Sile

Apprendiamo dalla stampa (Il Gazzettino del 16/11/2011) che diversamente da quanto era stato prospettato dalla Regione e da Autovie Venete qualche settimana fa riguardo la chiusura al traffico di via Roma per la realizzazione della terza corsia autostradale, sia la provinciale che via San Michele Vecchio «resteranno aperte con viabilità alternata per il traffico leggero, pedonale e ciclabile» per l’intera durata dei lavori (tre periodi di cinque mesi ognuno: da febbraio 2012, da giugno 2013 e da novembre 2014).

La “brutta notizia” era arrivata in anteprima il 25 ottobre ai cittadini presenti all’incontro “Per una città viva” organizzato dall’amministrazione comunale di Quarto d’Altino presso il Centro Servizi, e pareva non ci fossero possibilità di portare a casa una soluzione meno impattante dal punto di vista della viabilità (e quindi della vivibilità) per il nostro paese.

Nonostante ciò “per quarto” – nell’ottica di collaborazione al di là delle posizioni politiche, per il bene comune – si è attivato per studiare una proposta che non costringesse il paese a trovarsi ulteriormente diviso a causa della realizzazione dell’ennesima “grande opera strategica” (com’è successo ad es. per la chiusura dei passaggi a livello del capoluogo e delle Crete…).

Martedì 8 novembre abbiamo quindi presentato in Conferenza dei Capigruppo la seguente proposta: per il traffico leggero un senso unico in entrata del paese lungo la provinciale e un senso unico (con pista ciclabile in aderenza al Sile) in uscita dal paese lungo la via che passa per San Michele, per il traffico pesante una deviazione lungo via Tommaso Abate e viale della Repubblica.

Vista l’estrema somiglianza con la soluzione “promessa” ora da Regione e Autovie, verrebbe da pensare che la nostra proposta sia stata in qualche modo d’aiuto e di ispirazione all’amministrazione nei successivi incontri con i promotori dell’opera.

In realtà si tratta solo della soluzione più  logica, di puro buon senso, e ci risulta difficile pensare che non fosse già stata prevista da chi di dovere.

Perché quindi mettere in allarme un intero paese quando la soluzione era così semplice, quasi banale? Viene da pensare che questi finti spauracchi servano a certi esponenti politici per raccogliere consenso, apparendo più magnanimi e attenti alle esigenze del nostro paese di quanto in realtà non siano…

E a leggere questo articolo della Nuova Venezia del 13 novembre il sospetto pare più che legittimo:

«L’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso ci ha ricevuto due settimane fa e si è impegnato a risolvere la situazione, garantendoci che almeno una delle due strade, via San Michele o via Roma, rimarrà aperta al passaggio dei veicoli». Alessandro Cesarato, presidente di Altinonline, che raggruppa attività economiche e commercianti, tira un sospiro di sollievo. «La situazione sembrava persa in partenza – spiega – durante uno degli ultimi incontri con il Comune ci era stato detto che la situazione era drammatica e sembrava che potessimo ottenere al massimo il passaggio ciclopedonale in via san Michele Vecchio, invece grazie all’interessamento dell’assessore alla Mobilità Chisso, che ci ha ricevuto e si è fatto carico del problema, possiamo dire di avere raggiunto un gran risultato».

Link utili

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A lezione di TAV con Cancelli

Claudio Cancelli è Docente in pensione del Politecnico di Torino, consulente tecnico della Comunità Montana Bassa Valle Susa per l’Alta Velocità, coautore del libro Alta velocità. Valutazione economica, tecnologica e ambientale del progetto (Ed. CUEN-Ecologia).

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Pillole di Alta Velocità
di Claudio Cancelli

I treni A.V. sono treni passeggeri che si spingono al limite della tecnologia ferroviaria pagandone il prezzo relativo: una linea interamente nuova, con modificate caratteristiche geometriche dei binari e con diversa alimentazione, un costo di manutenzione e di ammortamento all’incirca triplicato rispetto a quello delle linee convenzionali. In termini economici, l’investimento può tuttavia risultare conveniente quando un numero sufficientemente alto di passeggeri – tra 30 e 50 mila al giorno – sia disposto a pagare il relativo biglietto. Fatti i conti, risulta che questo è possibile quando si hanno città di qualche milione di abitanti, poste ad una distanza compresa tra 300 e 500 km, e con una pianura in mezzo possibilmente poco abitata. Questo schema permette di capire per quale motivo le linee A.V. siano state costruite in Francia, in Germania e nei Paesi Bassi, e non in Inghilterra, Svezia o in Svizzera, sebbene anche in questi paesi la possibilità di costruirne sia stata presa in considerazione. In Italia, invece, mancano tutte le condizioni favorevoli e si accumulano tutte quelle negative, per le caratteristiche orografiche, la distribuzione e la densità degli abitati, l’urbanizzazione diffusa et cet. e proprio per questi motivi nessun tecnico ferroviario l’aveva proposta, prima che apparisse la società TAV Spa. In Italia ci si era orientati su un criterio diverso per rendere più veloci i collegamenti, ed era stata sviluppata, prima che in altri paesi, la tecnica dei treni ad assetto variabile – i pendolini. Con questi treni si potevano raggiungere velocità attorno ai 200 km/h e ridurre i tempi di percorrenza di circa il 30%, senza dover costruire nuove linee. Che per guadagnare ancora qualche minuto, ci si lanciasse in un investimento dell’ordine dei 100 mila miliardi, sembrava incredibile…

Per quanto riguarda il finanziamento delle opere, nella architettura finanziaria prevista sulla carta, il 40% della cifra veniva messo a disposizione dallo Stato a fondo perduto; il rimanente 60% doveva essere reperito dai privati. Ma nessuno presta cifre di decine e decine di migliaia di miliardi ad una società, la TAV Spa, con capitale di appena 140 miliardi, perché manca qualsiasi garanzia di restituzione. Qui è il colpo di genio: i soldi saranno dei privati, almeno in parte, ma i loro interessi e la loro restituzione saranno garantiti integralmente dallo Stato (dal Tesoro), con solo questa sottigliezza: che il pagamento degli interessi verrà messo a bilancio, ma la restituzione del capitale no, il suo inizio verrà rimandato di una quindicina di anni, in modo da non sforare i parametri di Maastricht. La straordinaria trovata di addossare i costi alle generazioni future, ha aperto di fatto un pozzo senza fondo…

«È accettabile qualunque disastro economico purché le perdite siano addossate all’intera comunità e i guadagni rimangano nelle mani di chi gestisce l’operazione.»

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“per quarto informa” – n° 1

In occasione della Festa in parco del 16 ottobre, abbiamo realizzato e iniziato a distribuire il foglio informativo “per quarto informa”: un nuovo strumento (oltre a questo sito) che il nostro gruppo vuole mettere a disposizione ai cittadini di Quarto d’Altino per dare conto periodicamente dell’attività amministrativa svolta e delle decisioni prese in consiglio comunale dal nostro gruppo consigliare, nonché sulle scelte attuate dall’amministrazione su alcuni temi a noi particolarmente cari.

(Clicca sull’immagine per scaricare il PDF)

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Incontro con Ivan Cicconi

Nonostante la richiesta del Coordinamento dei Comitati No TAV Friuli Venezia Gulia e Veneto (pubblicata su questo sito il 2 ottobre scorso) non sia stata accolta dall’Amministrazione comunale nei termini auspicati dal Coordinamento stesso – ovvero con un incontro organizzato dall’amministrazione stessa alla presenza dei sindaci dei paesi interessati dall’attraversamento del tracciato della linea AV/AC Venezia-Trieste – l’incontro con l’Ing. Ivan Cicconi (autore del Libro nero dell’Alta Velocità, appena uscito in libreria) si terrà comunque, sabato  22 ottobre, alle 9.45, presso l’ex sala consigliare del municipio di Quarto d’Altino.

L’evento è stato organizzato dal Coordinamento stesso (principalmente nella figura di Marco Simionato, consigliere comunale di minoranza nella scorsa amministrazione e attuale referente del comitato No TAV di Quarto d’Altino), con il supporto e l’aiuto logistico di “per quarto” e la collaborazione della Libreria Marco Polo di Venezia, grazie alla quale sarà possibile acquistare in anteprima il libro.

Per ulteriori informazioni, vi invitiamo a scaricare il volantino informativo distribuito nei giorni scorsi ai pendolari e a iscrivervi all’evento su Facebook.

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TAV: lettera aperta al sindaco e ai consiglieri di Quarto

Pubblichiamo di seguito la “lettera aperta” firmata da alcuni rappresentanti del Coordinamento Comitati No TAV Friuli Venezia Gulia e Veneto, e consegnata al sindaco e ai consiglieri del Comune di Quarto d’Altino con protocollo 15709 del 27/9/2011.

La lettera contiene un’interessante proposta per un’iniziativa di approfondimento sul tema dell’Alta Velocità che giudichiamo imperdibile e che ci auguriamo venga raccolta dall’amministrazione. In caso contrario, ci mettiamo a disposizione del coordinamento affinché l’iniziativa venga comunque realizzata.

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Portegrandi Camper Resort…

Il parcheggio comunale di fronte al campo sportivo di Portegrandi o – in accordo con il privato – il terreno incolto adiacente, destinato da PRG a strutture sportive e ricreative, il tutto in un’ottica di rilancio economico della frazione: è questa la principale delle tre proposte presentate il 29 agosto scorso dal nostro gruppo all’amministrazione comunale come alternativa all’area originariamente identificata per il “San Michele Camper Resort”, cioè lo spiazzo con affaccio sul Sile confinante con il campo sportivo del capoluogo, sul quale però sono state recentemente rilevate delle contaminazioni di terreno.

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