Category: Archivio storico

Il Bosco di Pietro

Trent’anni fa Pietro Calza decideva di riconsegnare alla natura i suoi venticinquemila metri quadrati di terra.

Percorrendo in bicicletta la Via Claudia Augusta ho osservato il progressivo formarsi di questo piccolo lembo di bosco di pianura. Mi sono sempre chiesto chi fosse questo spirito libero che non lottava per far sì che la sua terra diventasse edificabile, ma per il suo esatto opposto, cioè perché essa facesse un viaggio a ritroso nel tempo. Ora che lo conosco di persona ho avuto il privilegio di visitare il risultato della sua opera. Un’opera che mi piace immaginare lenta e paziente, senza fretta, senza costrizioni, animata da un amore per la natura di tipo pratico e anti-libresco.

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Il NO di Quarto d’Altino alla TAV

Scritte NO TAV in Claudia Augusta a Quarto

Pubblichiamo il testo integrale della delibera dal titolo Progetto preliminare nuova linea AV/AC Venezia-Trieste. Atto d’indirizzo, portata all’ordine del giorno del Consiglio comunale del 19 luglio 2011.

La delibera è stata votata all’unanimità dal consiglio anche grazie alla disponibilità dimostrata dalla maggioranza rispetto alle proposte di integrazione avanzate dai gruppi di minoranza, che troviamo quindi ora comprese nel testo originale.

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Manovra di bilancio Agosto 2011

Prima pagina della manovra elaborata da "per quarto"

La manovra di bilancio portata in consiglio il 4 agosto 2011 ci dà modo di iniziare quell’operazione di “avvicinamento” del bilancio comunale ai cittadini che avevamo messo ai primi posti tra le cose da fare se eletti.

Nell’articolo L’eredità (prima parte) potete trovare le considerazioni politiche del gruppo “per quarto” sulla manovra in questione; in questo articolo invece andremo ad analizzarla e a renderla il più possibile “accessibile” anche ai non addetti ai lavori, nonostante già un primo passo sia stato fatto dalla nuova amministrazione rispetto alla precedente, fornendo ai consiglieri un documento già di per sé abbastanza “parlante”.

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L’eredità (prima parte)

Durante il consiglio comunale di giovedì 4 agosto è passata con la quasi unanimità dei voti la famosa manovra di bilancio con la quale, nelle intenzioni della maggioranza (e in linea con quanto “promesso” in campagna elettorale), si dovevano andare a recuperare i soldi necessari a far fronte ai tagli introdotti dalla precedente amministrazione in tema di buoni mensa, trasporto scolastico, rette dell’asilo nido e sostegno economico alle due scuole materne parrocchiali del paese.

(Ricordiamo tra parentesi che quei tagli ai servizi scolastici erano la conseguenza quasi diretta della diminuzione dell’ICI sui terreni edificabili, la quale aveva portato a una minore entrata nelle casse del comune di circa 80mila euro. Riduzione che attualmente rimane invariata, nonostante a nostro avviso si dovrebbero studiare dei sistemi per sbloccare la situazione, tra cui la possibilità di frazionare i terreni o di farli tornare da edificabili a agricoli).

Il fatto è che, leggendo la manovra, salta subito all’occhio un fatto molto importante, cioè che nonostante sia sempre stata presentata dalla maggioranza, sindaco in primis (in questo come nei precedenti consigli comunali, oltre che in conferenza dei capigruppo), come una manovra essenzialmente strumentale al recupero dei tagli operati dalla precedente amministrazione, in realtà, a parte una voce di aumento dei contributi alle scuole dell’infanzia paritarie (37mila euro contro i 31mila precedenti), non si trova nessun riferimento – diretto o indiretto – né ai buoni mensa, né al trasporto scolastico, né alle rette dell’asilo nido.

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Il Palazzetto è “salvo”

In rappresentanza del movimento civico, oltre che del gruppo consigliare, “per quarto”, ribadisco il mio pieno accordo riguardo la proposta messa all’ordine del giorno del consiglio comunale del 30 giugno 2011 dall’attuale maggioranza, e votata all’unanimità, di eliminare il Palazzetto dello Sport e le aree di sua pertinenza dalla lista dei beni alienabili del Comune.

Non potrebbe d’altronde essere diversamente, visto che il movimento “per quarto” si fonda, tra le altre cose, sulle istanze e il metodo da un lato del Comitato contro l’alienazione del Palazzetto dello Sport, promotore di due petizioni e di un consiglio comunale aperto, dall’altro del laboratorio “Quartiere Sociale”, prima esperienza di progettazione partecipata su suolo altinate, la cui proposta di valorizzazione (già approvata durante il consiglio comunale aperto del 18 febbraio 2011) troviamo ora citata nella proposta di delibera come binario su cui indirizzare la futura valorizzazione dell’intera area pubblica in cui il Palazzetto è inserito.

Mi ha fatto inoltre piacere che sia il Sindaco, Silvia Conte, sia il consigliere del gruppo di minoranza “Futuro in Comune”, Mirco Toniolo, abbiano finalmente preso una posizione ferma sulla questione dell’alienazione del Palazzetto, non avendo voluto – o potuto – farlo quando forse sarebbe stato più opportuno.

Da un lato, infatti, l’attuale sindaco rischiava di creare un’imbarazzante rottura all’interno del circolo altinate del Partito Democratico, i cui principali esponenti – lo ricordiamo – hanno sostenuto a spada tratta per oltre due anni la necessità di alienare Palazzetto, parcheggio, pista polivalente, area verde adiacente per permettere la realizzazione di altri 50 appartamenti; dall’altro il consigliere Toniolo, preso tra l’incudine e il martello, ha preferito anteporre le sacrosante esigenze di spazio dell’associazione sportiva da lui rappresentata alla salvaguardia a tempo indeterminato di un’area che non aveva i requisiti per essere inserita nella lista dei beni “non strumentali alla all’esercizio delle […] funzioni istituzionali” del nostro Comune, e quindi non alienabile (Nuova Venezia del 14 agosto 2009).

Tutto è bene quel che finisce bene, commenterà qualcuno. Noi di “per quarto” avremmo preferito che la “opportunità politica” non avesse messo così drammaticamente a repentaglio un bene pubblico a cui gran parte della popolazione vecchia e nuova è profondamente legata.

Cogliamo quindi l’occasione per ringraziare nuovamente tutte le persone che, tra l’estate del 2009 e i primi mesi del 2011, si sono mobilitate per portare all’attenzione dell’opinione pubblica la salvaguardia di questo importante bene comune, riuscendo a modificare con i soli strumenti della democrazia e della partecipazione le scelte – troppo spesso miopi – della politica locale.

Luigino Varin
Gruppo Consigliare “per quarto”

 

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Solidarietà verso i cittadini della Val di Susa

La brutale repressione del movimento NO TAV in Val di Susa operata il 27 giugno scorso, con un vero e proprio blitz militare in grande stile, è semplicemente vergognosa ed indegna di un paese civile e democratico.

E non solo per la ferocia, gratuita ed inaudita, con la quale lo Stato si è accanito su cittadini inermi che esprimevano il loro dissenso, come fanno da vent’anni a questa parte, in maniera assolutamente non violenta; alcune testimonianze di persone e giornalisti presenti a Maddalena di Chiaromonte durante lo sgombero del presidio NO TAV riportano addirittura l’utilizzo da parte delle forze di polizia di lacrimogeni contenenti CS, arma chimica vietata nelle guerre internazionali.

E nemmeno solo perché tale intervento è stato richiesto, invocato, accolto con soddisfazione da quasi tutte le forze politiche rappresentate in parlamento, da Maroni a Fassino, e questo sarebbe già un buon indicatore di quali siano gli interessi in gioco e la “torta” da spartire nella eventuale realizzazione della linea AV.

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Giovedì 30 giugno consiglio comunale

È convocato per giovedì 30 giugno, alle ore 20, presso la sede municipale, il consiglio comunale – il secondo, in ordine di tempo, dopo l’insediamento della nuova amministrazione comunale.

All’ordine del giorno la proposta di eliminazione del Palazzetto dello Sport (con aree di pertinenza) dalla lista dei beni alienabili del comune.

Non possiamo che salutare positivamente il fatto che il consiglio comunale torni sull’argomento, e – da quel che ci risulta – con una prospettiva finalmente mutata. Ricordiamo infatti che la decisione della precedente amministrazione di modificare la destinazione d’uso dell’area del Palazzetto dello Sport (da standard a edificabile) per inserirla poi nella lista dei beni alienabili aveva dato vita a due tra le più importanti iniziative di cittadinanza attiva e di partecipazione degli ultimi anni: il Comitato contro l’alienazione del Palazzetto dello Sport (promotore di due petizioni) e il laboratorio di progettazione partecipata Quartiere Sociale; entrambe esperienze che hanno contribuito alla nascita del movimento e poi della lista “per quarto”.

Chi fosse interessato, può trovare un “riassunto” della vicenda sui siti alsuq.blogspot.com e www.quartieresociale.it oltre che sui siti della stampa locale (Il Gazzettino, La Nuova Venezia, Gente Veneta).

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In ricordo di Dino Piaser

Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
(Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917)

Dino Piaser con la madre al rientro da Milano (in Ivano Sartor, "Altino contemporanea")

Giovedì 26 maggio, all’età di 90 anni, è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari e del paese di cui è stato il primo sindaco dopo la Liberazione, il dottor Dino Piaser.

D’accordo con i familiari, abbiamo voluto ricordare la sua storia: storia di un giovane uomo che in un momento storicamente drammatico non ha esitato a “prendere parte” inseguendo un ideale di giustizia, di libertà e di salvaguardia dei suoi compaesani, prima ancora che della sua persona.

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Una domenica al parco di Portegrandi


Si prospettava un picnic bagnato dalla pioggia – tanta pioggia… – e invece si è rivelato un picnic baciato dal sole e… dalla partecipazione!


Un centinaio in tutto, tra bambini e adulti, le persone che domenica 5 giugno – giornata internazionale del picnic per la decrescita – hanno preso parte a questa iniziativa organizzata dal Movimento Civico “per quarto”, riempiendo e rendendo più vivo del solito il bellissimo parco di via Lo Monaco, a Portegrandi: un luogo praticamente sconosciuto agli abitanti del capoluogo, e anche per questo particolarmente apprezzato.

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Partecipa anche tu al referendum

Il referendum è il principale strumento di democrazia diretta previsto dalla Costituzione italiana (art. 75), in quanto consente agli elettori di fornire – senza intermediari – il proprio parere o la propria decisione su un tema oggetto di discussione.

Il 12 e il 13 giugno il popolo italiano è chiamato ad esprimersi sui temi dell’acqua, del nucleare e del legittimo impedimento.

Ma cosa significa esattamente?

Ne parliamo in assemblea aperta il 6 giugno: un modo per confrontarsi e per condividere informazioni e opinioni; un evento per promuovere il voto come forma di partecipazione oltre che di impegno civico.

(L’evento si inserisce nell’iniziativa nazionale “In movimento per i referendum”)

 

 

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