Interpellanza sulle spese per gli spazi per le associazioni nell’ex sede municipale

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Oltre ai 100mila euro di progettazione del nuovo centro culturale dei desideri, l’amministrazione ora si appresta a spendere altri soldi per sistemare i locali del vecchio municipio per ospitare le associazioni del paese.

Pubblichiamo l’interpellanza, presentata in consiglio comunale mercoledì 27 novembre 2013, con la quale il gruppo “per quarto” chiede prospettive e costi per la sistemazione dei locali dell’ex sede municipale nell’ambito dell’assegnazione a breve alle associazioni del paese degli spazi destinati al futuro nuovo centro culturale.
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ECQUOLAB: corsi di cucina per bambini e adulti ad Altino

Schermata 2013-11-03 a 10.09.42Segnaliamo questo evento che si sta tenendo da ottobre ad Altino: si tratta di un corso di cucina per adulti e bambini organizzato da “Ecquo?”, una nuova e piccola impresa veneta, giovanile e femminile, che lavora sui temi della sostenibilità ambientale e sociale tramite EcquoLab (organizzazione di laboratori ed eventi) ed EcquoBottega (piattaforma di vendita di prodotti ecosostenibili made in Veneto).

I corsi di cucina, tenuti da una mamma di Roncade (Pandicoccole), si terranno presso il Centro Le Vie di Altino, in collaborazione con la Cooperativa sociale Qualità.
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Insieme, per commemorare il Vajont

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Maurizio Santamaria durante la sua interpretazione de “Il racconto del Vajont”

Il gruppo “per quarto” ringrazia le moltissime persone che sabato 12 ottobre hanno partecipato alla serata di commemorazione della tragedia del Vajont, e ringrazia in modo particolare Maurizio Santamaria, che coadiuvato dal musicista Enrico Brugiolo ha saputo interpretare in modo estremamente toccante il testo di Marco Paolini e Gabriele Vacis.
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VAJONT: per non dimenticare

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A 50 anni dalla tragica notte del 9 ottobre 1963, Maurizio Santamaria, accompagnato da Enrico Brugiolo (chitarra), legge Il racconto del VAJONT di Marco Paolini e Gabriele Vacis.

Riproporre, a 50 anni esatti dalla tragedia del Vajont, alcuni brani dell’«orazione civile» scritta e interpretata da Marco Paolini è per noi l’occasione non solo di commemorare le vittime di una catastrofe forse evitabile, e che costituisce ancora oggi una ferita aperta per il Veneto; ricordare la tragedia del Vajont significa per noi lanciare anche un monito a chi, nel nome di un presunto benessere collettivo, permette o promuove interventi sul nostro territorio che possono avere ricadute ambientali, sociali, urbanistiche e paesaggistiche imprevedibili e spesso irreparabili, quando non addirittura – com’è successo nel 2010 nelle province di Vicenza, Padova e Verona – drammatiche.

Vi aspettiamo allora tutti sabato 12 ottobre 2013, alle ore 21, presso le Scuole Medie di Quarto d’Altino.

L’ingresso è libero.

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Tutte le strade portano… su via Roma

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Chi in questi giorni si è trovato a transitare tra Quarto d’Altino e Casale sul Sile, lungo via Roma, ha potuto sperimentare sulla propria pelle gli effetti di una programmazione dei lavori pubblici a dir poco surreale, che ha permesso la realizzazione  in contemporanea di due cantieri stradali nell’arco di qualche centinaio di metri: la rotonda all’uscita di via Tommaso Abate e il cavalcavia della terza corsia sopra via Roma.

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Attenti al lupo!

L'area ex Alcami vista dalla curva di via Aldo Moro

L’area ex Alcami vista dalla curva di via Aldo Moro

Recentemente l’amministrazione ha incontrato alcuni cittadini interessati alla creazione a Quarto d’Altino di un’area cosiddetta “di sgambatura cani”, la quale sarebbe stata identificata dalla maggioranza in una porzione del campetto da calcio dell’area ex Alcami, ovvero l’area verde che sta tra i giardini pubblici del Palazzetto e la scuola elementare.
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Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire

Gentile Sindaca,

contrariamente a quanto lei afferma nell’articolo uscito su «Il Gazzettino» dell’1 settembre 2013, nella nostra critica all’operazione “Centro Culturale” [link] non abbiamo mai sostenuto si dovesse affidare la progettazione dell’intero edificio all’Ufficio Tecnico, ma solo quella della biblioteca, in quanto unico intervento urgente e per il quale esiste già copertura finanziaria, demandando il resto della progettazione prima ad un processo partecipato vero, poi ad un concorso di idee su modello di Marcon.

Allo stesso modo, non abbiamo mai messo in dubbio l’utilità della progettazione per il reperimento di fondi, bensì il fatto che in un periodo di profonda crisi delle finanze pubbliche siano stati spesi quasi 100mila euro per un progetto che probabilmente non vedrà mai la luce, così come è già successo per i progetti ipotizzati (ma mai realizzati) su quello stesso edificio dai suoi predecessori, per di più in periodi storici economicamente ben più favorevoli dell’attuale.

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